Dal calice al Baloon
Nella lunga storia che unisce l’uomo al vino, uno tra i
primi bicchieri utilizzati furono le corna rovesciate degli animali.
I primi bicchieri degni di questo nome sono però stati
inventati dagli Egizi. Il termine bicchiere deriva dal latino
bicarium che a sua volta prese spunto dal greco
bikos.
L’uso di contenitori di vetro per servire bevande divenne
nomale già nella Roma del I secolo d.C. Durante il Medioevo
si ebbe un declino dell'uso del contenitore in vetro per le bevande,
ma il Rinascimento decretò il trionfo di quello che oggi
noi definiamo “bicchiere”. I primi bicchieri perfettamente
trasparenti vennero fabbricati a Venezia nel XVII secolo (clicca
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del ‘500) e per essi fu coniato il nome di “cristallo”.
La forma del bicchiere è molto importante per lo svilupparsi
degli aromi e dei sapori. Il bicchiere degli assaggiatori e intenditori
deve essere trasparente al massimo, di limpido cristallo, a forma
di calice. Naturalmente ogni vino deve essere abbinato al bicchiere
opportuno.
I vini rosati o frizzanti devono essere serviti in bicchieri arrotondati,
allungati verso l’alto a bocca leggermente svasata; i vini
spumanti devono essere serviti nel calice molto allungato che
prende il nome di “flute” se si tratta di spumanti
secchi, nella coppa a campana rovesciata se si tratta di spumanti
dolci; per i vini da pasto sono adatti i calici, sferico leggermente
richiuso alla bocca per i vini rossi, tondo, allungato verso l’alto
che si restringe per poi presentarsi leggermente svasato alla
bocca per i bianchi (il cosiddetto “tulipano”, questo
bicchiere va bene anche per la degustazione dei rossi); i vini
pregiati, rossi a lungo invecchiamento, molto aromatici vanno
serviti nel tipico calice con basso o medio gambo, ampio ballon
leggermente allungato verso l’alto e richiuso alla bocca,
in modo che il calore della mano aperta sulla base del calice
scaldi il contenuto mettendone in rilievo la fragranza.
Un discorso a parte meritano i bicchieri per i vini da dessert
o quelli liquorosi dolci, i quali si possono servire in piccoli
bicchieri che, contrariamente a quanto detto per i vini da pasto
o gli spumanti, possono anche essere decorati (basta che non siano
colorati): i bicchieri da vin dolce usati in passato possono conferire
fascino e preziosità. Per i vini dolci molto aromatizzati
meglio usare la “copita” un piccolo calice a uovo,
molto allungato verso l’alto e richiuso alla bocca.
Dalla
bordolese al fiasco