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Di Luca Praderio

Dal calice al Baloon
Nella lunga storia che unisce l’uomo al vino, uno tra i primi bicchieri utilizzati furono le corna rovesciate degli animali. I primi bicchieri degni di questo nome sono però stati inventati dagli Egizi. Il termine bicchiere deriva dal latino bicarium che a sua volta prese spunto dal greco bikos.
L’uso di contenitori di vetro per servire bevande divenne nomale già nella Roma del I secolo d.C. Durante il Medioevo si ebbe un declino dell'uso del contenitore in vetro per le bevande, ma il Rinascimento decretò il trionfo di quello che oggi noi definiamo “bicchiere”. I primi bicchieri perfettamente trasparenti vennero fabbricati a Venezia nel XVII secolo (clicca >>> qui se vuoi avere altre informazioni sulla Venezia del ‘500) e per essi fu coniato il nome di “cristallo”.
La forma del bicchiere è molto importante per lo svilupparsi degli aromi e dei sapori. Il bicchiere degli assaggiatori e intenditori deve essere trasparente al massimo, di limpido cristallo, a forma di calice. Naturalmente ogni vino deve essere abbinato al bicchiere opportuno.
I vini rosati o frizzanti devono essere serviti in bicchieri arrotondati, allungati verso l’alto a bocca leggermente svasata; i vini spumanti devono essere serviti nel calice molto allungato che prende il nome di “flute” se si tratta di spumanti secchi, nella coppa a campana rovesciata se si tratta di spumanti dolci; per i vini da pasto sono adatti i calici, sferico leggermente richiuso alla bocca per i vini rossi, tondo, allungato verso l’alto che si restringe per poi presentarsi leggermente svasato alla bocca per i bianchi (il cosiddetto “tulipano”, questo bicchiere va bene anche per la degustazione dei rossi); i vini pregiati, rossi a lungo invecchiamento, molto aromatici vanno serviti nel tipico calice con basso o medio gambo, ampio ballon leggermente allungato verso l’alto e richiuso alla bocca, in modo che il calore della mano aperta sulla base del calice scaldi il contenuto mettendone in rilievo la fragranza.
Un discorso a parte meritano i bicchieri per i vini da dessert o quelli liquorosi dolci, i quali si possono servire in piccoli bicchieri che, contrariamente a quanto detto per i vini da pasto o gli spumanti, possono anche essere decorati (basta che non siano colorati): i bicchieri da vin dolce usati in passato possono conferire fascino e preziosità. Per i vini dolci molto aromatizzati meglio usare la “copita” un piccolo calice a uovo, molto allungato verso l’alto e richiuso alla bocca.

Dalla bordolese al fiasco


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